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© 2006 - Appunti di Viaggio


Charles Malamoud
FEMMINILITA' DELLA PAROLA 
Miti e simboli dell'India antica

ISBN: 88-95120-11-9 - 2008 - cm. 15x21 - pp. 302+VIII - € 27

FEMMINILITA' DELLA PAROLA PRESENTAZIONE

La parola si allontanò dagli dèi; ella entrò nelle acque. Gli dèi la chiamarono indietro. Le acque dissero: “Se ve la restituiamo, quale sarà la nostra ricompensa?” “Quel che volete” “Che qualsiasi sostanza impura – dissero le acque – che l’uomo scaricherà in noi, non si mescoli a noi, non ci insozzi”. […] La parola, dopo che le acque l’ebbero restituita agli dèi, scappò di nuovo e si rifugiò negli alberi. Gli dèi la chiesero indietro, ma gli alberi non vollero consegnarla. Gli dèi maledissero gli alberi: “Un manico ricavato dalla vostra stessa sostanza sarà attaccato al fulmine che vi abbatterà”. Per questo gli alberi vengono abbattuti con un’ascia il cui manico è fatto della loro stessa [sostanza]… Gli alberi ripartirono la parola in quattro oggetti diversi: il tamburo, il liuto, l’asse e il flauto. Per questo la parola degli alberi che è all’interno degli strumenti di legno è la più potente e la più piacevole. Perché è la parola degli dèi.

NOTE SULL'AUTORE

Charles Malamoud, nato nel 1929, è uno dei massimi studiosi viventi di cose indiane. Allievo dei grandi linguisti E. Benveniste e L. Renou, è direttore degli studi alla sezione di scienze religiose dell’École pratique des hautes études ed ha pubblicato testi considerati classici dell’antropologia e dell’indologia contemporanee.