Elia Benamozegh
L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA
La luce di Dio nelle viscere dell'uomo [Prv 20,27]
ISBN: 88-95120-12-6 - 2008 - cm. 12x17 - pp. 225 - € 16
PRESENTAZIONE
Nell’ebraismo, il proselita è un figlio neonato; la vita non si trova che nella Legge e nella verità; la gradazione stessa non viene omessa. Il peccatore è un malato, la penitenza è la sua medicina; e soprattutto è nel Sinai e nella promulgazione della Legge che i due ordini di simboli, quelli della morte e quelli dell’iniziazione, si trovano riuniti, come se Mosè avesse voluto celebrare alla vista del cielo e su tutto un popolo quello che il paganesimo non osava comunicare se non nel silenzio e nell’oscurità. Tutte le circostanze che, secondo gli antichi, accompagnavano la celebrazione dei misteri si ritrovano ai piedi del Sinai: la preparazione, le abluzioni, le tenebre, il terremoto, i tuoni e i lampi e, per terminare il quadro, la morte e la resurrezione degli iniziati, perché, secondo i Rabbini, il terrore paralizzò ad Israele tutte le facoltà, che gli furono ridate attraverso una rugiada celeste che li richiamò alla vita.
NOTE SULL'AUTORE
Elia Benamozegh nacque a Livorno nel 1823 da una famiglia sefardita originaria di Fez, in Marocco. Riscoperto in tempi relativamente recenti, è uno dei più luminosi geni dell’ebraismo contemporaneo. Propose un’ardita e grandiosa visione del rapporto fra il popolo e la religione ebraica e le altre nazioni e vie spirituali: visione centrata sulla Qabbalah, sull’intuizione della centralità profetico-sacerdotale di Israele e dell’alleanza noachide (tra Dio e l’umanità intera in Noè). Morì nel 1900 nella sua città natale.
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