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Numero: 3 - Giovedì 4 Gennaio 2007: Beata Angela da Foligno
Cari amici è iniziato il 2007. Un augurio, a tutti voi che leggete, di pace, di felicità, di ogni benedizione. Speriamo che sia finalmente l’anno in cui si realizzeranno i vostri desideri più profondi.
Le novità.
A metà dicembre è uscito il n. 88 della rivista Appunti di Viaggio. Naturalmente contiene molti bellissimi articoli. In particolare vorrei segnalarvi “La mia Messa sul mondo” di P. Pio Parisi [una riflessione sui cinquanta anni di sacerdozio di P. Pio, che è stato per molti anni assistente spirituale delle Acli e Cappellano all’Università La sapienza di Roma], “Il dialogo: un modo d’essere e d’agire. Riflessioni islamiche” di Adnane Mokrani [giornalistaa dell’ADN kronos e persona molto impegnata nel dialogo interreligioso dal versante islamico].
Ad ogni modo, il Sommario degli articoli potete leggerlo alla voce RIVISTA “ultimo numero”.
Dal precedente numero di Buone notizie abbiamo delle novità.
Abbiamo pubblicato, nelle Edizioni Appunti di Viaggio, il libro: La legge spirituale [Studia con l’azione], di Marco l’Eremita.
Il libro
Il libro è un invito allo stupendo banchetto della fede, in cui la mensa è ricolma di delizie e
da cui nessuno può andarsene affamato: bellissima occasione offerta al pubblico italiano, assetato spiritualmente, di partecipare con gioia al banchetto e gustare la ricchezza della misericordia.
L’Autore
Marco l’Eremita, o lAsceta, (morto quasi certamente prima del Concilio di Calcedonia, 451), fu discepolo di San Giovanni Crisostomo. Superiore di una lavra ad Ankyra (l'odierna Ankara), negli ultimi anni si diede alla vita eremitica, nei pressi di San Saba in Palestina. Grande scrittore ascetico, guidò nel combattimento spirituale quasi tutti i grandi santi d'Oriente, in particolare san Simeone il Nuovo Teologo.
Con il marchio “La parola”, invece, potrete trovare nelle librerie nei prossimi giorni, il libro: I percorsi della Cabbalà [Conversazioni sulla tradizione mistica ebraica], di Moshe Idel e Victor Malka.
Il libro
Il cabbalista è convinto che, quando si purificano le lettere, si procede al contempo alla purificazione dell'anima. Poiché la Torah è infinita, bisogna rompere lo stampo di ciò che è già noto per costituirne un altro, ed acquisire in tal modo una conoscenza nuova. Dunque con le lettere di un testo se ne forgia un altro. Questo fa sì che il cabbalista non legga in un testo ciò che vi possono leggere tutti.
Il cabbalista non è prigioniero di un testo. Ha la piena libertà di ricomporlo in altro modo per arrivare a un altro significato.
L'assioma fondamentale dei cabbalisti è che il testo attraversa un processo di continuo mutamento, che è un segno della sua infinità e della sua divinità. Per questo il Baal Shem Tov diceva che il libro dello Zohar ha ogni giorno, senza eccezioni, un significato diverso.
Gli Autori
Moshe Idel, nato in Romania nel 1947, emigrato in Israele nel 1963, ha conseguito il dottorato alla Hebrew University of Jerusalem con una tesi su Avraham Abulafia, il massimo rappresentante della “cabbalà estatica”. Attualmente è professore del Dipartimento di Pensiero ebraico alla Hebrew University of Jerusalem e Senior Researcher allo Shalom Hartman Institute di Gerusalemme. Successore critico e originale di Gershom Scholem, è il più grande studioso vivente di cabbalà.
Victor Malka, discendente di una stirpe di rabbini marocchini, emigrato in Francia con la famiglia dopo la Guerra dei Sei Giorni (che ha segnato la fine di una lunga e feconda convivenza ebraico-musulmana in Marocco), è scrittore e giornalista, ma soprattutto uomo dell'ascolto e del dialogo.
Maggiori notizie sui libri, e l’immagine delle copertine, potete averle consultando i cataloghi dei due marchi editoriali.
Per finire, vorremmo salutarvi con una bellissima poesia di Yunus Emre [poeta mistico turco del XIII secolo]:
L’appello*
Nel paradiso dove i fiumi
fanno scorrere il nome di Dio,
l’usignolo sprigiona il suo trillo,
il credente ascolta il suo Dio.
Nel paradiso dove le fronde
salmodiano il nome di Dio,
la rosa non diffonde il suo
profumo,
diffonde il nome di Dio.
Quanti mangiano e quanti hanno sete,
Profeti, tessitori d’abiti celesti,
angeli che seminano la bontà,
tutti respirano il nome di Dio.
Colonne che reggono il cielo
prolungandosi in pura luce,
arboscelli dal fogliame argenteo
sono braccia attratte da Dio.
Le hurì dal volto puro,
dal dolce e sereno parlare,
vagano nel verde lassù
cantando il santo nome di Dio.
Davanti al giusto che entra in cielo
atto di proprietà alla mano,
otto porte cigolano aprendosi,
cigolano il nome di Dio.
Guardiani delle porte sacre
o tessitori d’abiti celesti,
bevitori d’ambrosia,
tutti quanti,
si dissetano di Dio.
Yunus Emre
*Testo tratto dal libro: La preghiera nell’Islam. La forma e l’essenza, di Eva De Vitray-Meyerovitch, La parola [Edizioni], Ottobre 2006.
Un saluto affettuoso,
Redazione Appunti di Viaggio
Edizioni Appunti di Viaggio
- La Parola
Via Eugenio Barsanti, 24 - 00146 Roma - Telefono 06.47825030
- Fax 06.20382124
e-mail: laparola@appuntidiviaggio.it
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