|
|
|
|
|
Numero: 4 - Venerdì 16 Marzo 2007: S. Eriberto
S. Eriberto di Colonia
Nasce nel 970 a Worms (Renania – Palatinato) dal conte Ugo ed educato dai benedettini. A 24 anni diviene cancelliere dell'imperatore Ottone III, il giovane imperatore del Sacro Romano Impero. Papa Silvestro II e l'imperatore ricompensano l'impegno e l'abilità di Eriberto con la nomina ad arcivescovo di Colonia, mentre egli si trova a Benevento per mettere ordine nelle regioni del Sud. Lasciata l'Italia, Eriberto si reca a Colonia per l'ordinazione sacerdotale, che avviene nel 999. Quando Enrico II sale al trono imperiale, Eriberto si può dedicare totalmente alla sua diocesi. Dimostra di essere un buon pastore, visitando diverse volte l'intera diocesi e dando esempio di povertà, spirito di penitenza, preghiera e carità verso i più bisognosi. Nobile di nascita, ma ancor più nobile di animo, Eriberto devolve i suoi beni in opere di carità e nella costruzione di chiese e ospizi. A suo ricordo resta la celebre abbazia benedettina, da lui fondata a Deutz sul Reno, dove viene sepolto alla sua morte, avvenuta il 16 marzo 1021. E' invocato per ottenere la pioggia in periodi di siccità.
Cari amici, ieri abbiamo dato al tipografo il materiale per la nuova rivista di AV, la n. 89. Dovrebbe essere stampata nel giro di pochi giorni. Contiene molti spunti interessanti. Segnalo in particolare il pezzo di T. Keating, La famiglia di Betania, che affronta il celebre brano evangelico di Marta e Maria da molti commentatori riferito in modo speciale al cammino contemplativo. Segnalo inoltre l'articolo di Valentina Dordolo, Nella gioia eterna d’essere del Divino Amore: Lo Specchio delle anime semplici di Marguerite Porete. Vorrei infine menzionare l’articolo di Gioia Lussana, La dinamica del respiro originario. Considerazioni su prana e respiro con riferimenti allo yoga indiano e al qi gong cinese.
Da una settimana abbiamo pubblicato con il marchio “La parola” il libro “L’ESSENZA DELLA VITA [Il risveglio della consapevolezza nel cammino spirituale]" di P. Willigis Jager che costituisce un’otttima introduzione alla contemplazione.
Willigis Jäger è nato a Hösbach [Germania] nel 1925. Nel 1946 è divenuto monaco nell’Abbazia benedettina di Münsterschwarzach e, nel 1952, è stato ordinato sacerdote. Nel 1975 è divenuto allievo del maestro zen Yamada Ko-un Roshi a Kamakura (Giappone). Nel 1981 il suo maestro lo ha incaricato di trasmettere gli insegnamenti zen e Jäger è tornato in Germania. Nel 1996 è stato nominato maestro zen. Procedendo nel suo cammino di sacerdote e maestro zen ad un certo punto Jäger è stato accusato di falsare il concetto cristiano di un Dio personale e di dare maggior peso alle esperienze personali rispetto alle verità di fede. Per questo motivo, nel dicembre 2001, la Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduta dall’allora cardinale J. Ratzinger, ha vietato al benedettino di svolgere ogni attività pubblica, quale discorsi, corsi o pubblicazioni. Nel luglio 2002 padre Willigis ha lasciato la sua comunità - pur rimanendo benedettino - e ha fondato il centro di spiritualità e di meditazione “Benediktushof” a Holzkirchen (www.benediktushof-holzkirchen.de). Contemporaneamene ha rinunciato, per qualche tempo, all’esercizio della sua attività sacerdotale e delle facoltà ad essa connesse.
Sia per il libro che per il n. 89 della rivista potete trovare molte altre notizie all’interno del nostro sito.
Per finire, vorremmo salutarvi con una piccola storia che potremmo intitolare: Dio dona a tutti lo Spirito Santo.
Un giorno abba Macario pregava nella sua cella e gli giunse una voce che gli disse: “Macario, non hai ancora raggiunto la misura di quelle due donne che abitano in città”. Il mattino l’anziano si alzò, prese il suo bastone di palma e partì per la città. Giunto al luogo che cercava, bussò alla porta. Uscì allora una donna che lo accolse in casa sua. E come si fu seduto, chiamò tutte e due le donne ed esse vennero a sedersi accanto a lui. L’anziano disse loro: “Ho fatto tanta fatica a causa vostra; ditemi dunque quali sono le vostre opere buone”. Ma quelle dissero: “Credici, questa notte stessa siamo state con i nostri mariti. Quali opere buone possiamo avere?”. L’anziano però insisteva perché rivelassero il loro genere di vita. Esse allora risposero: “Non abbiamo tra noi nessun legame di parentela, ma abbiamo voluto sposare due fratelli. Da quindici anni abitiamo nella stessa casa e mai abbiamo litigato, mai ci siamo dette parole cattive, ma abbiamo trascorso tutto questo tempo nella pace e nella concordia. Ci è venuto il pensiero di entrare in un monastero di vergini, ma abbiamo chiesto ai nostri mariti ed essi si sono opposti. Dal momento che non abbiamo potuto ottenere il consenso al nostro progetto, ci siamo impegnate davanti a Dio a non pronunciare parole mondane fino alla morte”. A queste parole abba Macario disse: “Veramente non conta niente essere vergine o maritata, monaco o laico; Dio dona a tutti lo Spirito Santo, nella misura della loro buona volontà”.
Un saluto affettuoso,
Redazione Appunti di Viaggio
3
2
1
Edizioni Appunti di Viaggio
- La Parola
Via Eugenio Barsanti, 24 - 00146 Roma - Telefono 06.47825030
- Fax 06.20382124
e-mail: laparola@appuntidiviaggio.it
|
|
|